IL DIFFICILE PERCORSO DELLE DONNE NEL MONDO DEL LAVORO

Il difficile percorso delle donne nel mondo del lavoro
L’attuale crisi economica ha investito una situazione già difficile dell’occupazione femminile ed ha contribuito ad accentuare molte delle criticità storiche.
Oggi l’Italia si colloca al penultimo posto, davanti solo a Malta, nella classifica dei paesi europei attivi nella riduzione della disoccupazione femminile ed i dati mostrano con chiarezza questa realtà: nel febbraio 2012, il tasso di occupazione delle donne tra i 15 ed i 64 anni si è attestato al 46,7% (67,2 per gli uomini) ed il tasso di disoccupazione al 10,3% (8,6% per gli uomini). Il divario con il resto dell’Europa è enorme, se si pensa che il tasso medio europeo di occupazione femminile è pari al 58,5%, quasi 12 punti in più. Un altro elemento da rilevare è il tasso di inattività, che ha raggiunto il 46,8% per le donne (contro il 26,5% degli uomini). Sono persone che non solo non hanno un lavoro retribuito, ma che non lo cercano neanche più, né stanno studiando o seguendo percorsi di formazione. Queste donne hanno semplicemente rinunciato, in molti casi esasperate dalle difficoltà, oppure sono state assorbite dal lavoro nero.
Gli ostacoli per le donne ad inserirsi e mantenere il lavoro sono molteplici. Un fattore che troppo spesso favorisce l’uscita dal mercato del lavoro è la maternità, basti pensare che il 30% delle madri interrompe il rapporto di lavoro perché costretta a sostenere carichi familiari eccessivi, contro il 3% dei padri. La nascita di un figlio è spesso un periodo della vita in cui le donne desiderano chiedere un part-time per poi poter rientrare a tempo pieno senza per questo essere penalizzate in termini di carriera. Nel corso del tempo, il lavoro part-time femminile è cresciuto notevolmente ma solo nella forma di part-time involontario, questo significa che spesso non si tratta di una scelta ma viene subìto per mancanza di alternative lavorative.
La presenza consistente di lavoratrici altamente qualificate e con elevati titoli di studio non ha rotto definitivamente né la ‘segregazione orizzontale’, che concentra di più le donne in determinati settori e occupazioni, né incrinato il cosiddetto ‘soffitto di cristallo’, la barriera invisibile che ostacola gli avanzamenti di carriera per le donne e impedisce loro di raggiungere i livelli più alti. Questi fattori, uniti alla bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, determinano il grave fenomeno del differenziale salariale tra uomini e donne: secondo numerosi studi i salari medi dei lavoratori sono tra il 10% ed il 18% più alti di quelli delle lavoratrici.
Finché continueranno a persistere le attuali barriere sociali, culturali ed economiche, alle lavoratrici sarà preclusa anche la sola opportunità di competere per valorizzare le proprie competenze professionali.
Ed è proprio qui che entra in gioco il network marketing, una professione fatta apposta per le donne e soprattutto per le mamme, che possono lavorare tranquillamente da casa, stando accanto ai loro bambini.

IL NETWORK MARKETING E’ LEGALE?

Il network marketing è legale?

Come già accennato, in Italia il Network Marketing è disciplinato dalla legge 173/2005 che prende in esame tutte le forme di vendita diretta e pone divieti alla creazione di “strutture piramidali” o “catene di Sant’Antonio”, definite illegali in quanto “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone”.

Network Marketing = ricchezza garantita?

Quando si parla di Network marketing con chi lo conosce solo superficialmente, si oscilla dal considerarlo una sorta di setta misteriosa, alla panacea di tutti i mali economici del pianeta.

Ovviamente non è nè l’uno, nè l’altro.

Il Network Marketing, come abbiamo detto inizialmente, è una forma di distribuzione di un prodotto, regolamentata dalla legge e dai codici comportamentali delle aziende che lo hanno adottato, che non ‘fa arricchire’ come se si avesse la bacchetta magica.

Per avere risultati in questo settore, ci si deve impegnare come in qualsiasi altra attività; servono tempo, serietà, dedizione, tanto lavoro e formazione.

Le soddisfazioni arrivano, se si decide di farlo seriamente, anche come integrazione al lavoro principale, ma chi parte con aspettative milionarie, pensando che sia una passeggiata, rimarrà fortemente deluso.

Probabilmente il qui pro quo su questo punto è dettato dal fatto che l’attività è semplice da capire, ma poi bisogna metterla in pratica nel modo corretto!

Infatti il Network Marketing ti offre l’opportunità di diventare ricco e di vivere una vita da sogno, proprio per le modalità con cui è pensato il modello di business, ma per raggiungere quei risultati vanno considerati fattori come tempo, impegno, dedizione, investimenti.

Ed è per questo che si tratta di un’attività che tutti possono iniziare ma che non tutti hanno la costanza di portare all’eccellenza; la differenza tra il successo e l’insuccesso è come ti poni in termini di impegno e disciplina.

Anche perché, se deciderai di intraprendere questa attività, che personalmente ritengo assolutamente stimolante e ricca di soddisfazioni, dovrai tener presente che i guadagni non arriveranno come la manna dal cielo, ma saranno il frutto di una serie di azioni quotidiane che, pur gestibili in piena autonomia imprenditoriale, ti impegneranno come un qualsiasi altro lavoro.

Inoltre, fatto non irrilevante, troverai tanti detrattori, persone che per molti motivi criticheranno la tua scelta, la tua attività, fino ad arrivare a sindacare sulle scelte di vita che hai fatto per te e per i tuoi figli.

Da tutto questo difficilmente ci si tutela, il solo fatto di spiegare i perché della tua scelta, potrebbe essere confuso con una giustificazione che non ha ragione di esistere; credo che la cosa più semplice da fare sia far parlare l’azienda, che ha tanto investito sulla qualità del prodotto e può presentare tutte le certificazioni del caso, e il prodotto stesso.

Per tutto il resto c’è solo da migliorare in atteggiamento, in esperienza, in formazione, in comunicazione.

Siamo tutti perfettibili e cercheremo di far tesoro di ogni critica, trasformandola in opportunità!

I VANTAGGI DEL NETWORK MARKETING

I vantaggi del Network Marketing
Cerchiamo di capire un po’ meglio quali sono i vantaggi del network marketing, non solo per gli incaricati, ma anche per chi decide di rivolgersi ad un venditore diretto per acquistare prodotti, piuttosto che usufruire della grande distribuzione.
Innanzi tutto acquistando direttamente da un incaricato si eliminano un po’ di passaggi ed intermediari commerciali, riuscendo a non far gonfiare il prezzo del prodotti. Secondo alcuni calcoli, circa il 70% del prezzo finale di un prodotto è determinato dai costi di distribuzione dal produttore al consumatore.
Quindi tutti quei canali distributivi che saltano i passaggi dell’intermediazione commerciale tradizionale, consentono un maggiore guadagno all’imprenditore, un maggiore sconto al cliente finale oltre che la possibilità, per l’Azienda, di risparmiare risorse da investire sulla qualità del prodotto.
Il Network Marketing utilizza il “passaparola“ e fonda le basi del suo business sulla qualità del prodotto.
Ed è per questo che le Aziende che decidono di affidarsi al Network Marketing per distribuire i loro prodotti, sono particolarmente attente alla qualità e alle certificazioni; maggiore infatti è il grado di soddisfazione dei clienti che lo acquistano, generando così un passaparola positivo tra i consumatori, maggiore sarà la possibilità di aumento delle vendite di quel prodotto di cui si parla tanto bene.

COS’E’ IL NETWORK MARKETING

Cos’è il Network Marketing

Sostanzialmente il Network Marketing, definito anche Marketing Multilivello, è un modello di vendita di prodotti e servizi, tramite una rete di distribuzione fatta da persone che utilizzano il prodotto, lo vendono direttamente al consumatore e cercano altri venditori che distribuiscano a loro volta i prodotti, diventando così degli imprenditori totalmente indipendenti.

Questa modalità di vendita nasce nel 1934 negli Stati Uniti d’America da una azienda di integratori alimentari, la Nutrilife, che utilizzata la vendita diretta per distribuire i suo prodotti. Il Network Marketing è a tutti gli effetti un canale commerciale.

In Italia il Network marketing si sta sviluppando velocemente raggiungendo percentuali di lavoratori che finalmente si avvicinano ai più sviluppati Paesi europei. Esperti del settore sono convinti che possa diventare una professione che permette di sfidare la crisi occupazionale, per le opportunità professionali offerte e grazie a un crescente clima di fiducia, dovuto anche alle regolamentazioni della legge 17 n. 173 del 2005 che sanziona forme illecite di vendite piramidali e che ha fatto chiarezza legislativa.

Già nel 2015 l’Italia si è collocata al quarto posto, dietro Germania e Francia, nella classifica di fatturato della vendita diretta dell’Unione Europea (dati Seldia) e, al 2016, il numero complessivo di addetti alle vendite dirette è aumentato del 26,81% rispetto al 2015 (dati Avedisco).

Le aziende che si rivolgono al network marketing hanno aumentato il fatturato in percentuali a doppia cifra, definendo un trend in forte controtendenza rispetto alla stasi del commercio tradizionale. (Fonte Impresamia.com)

Altro dato interessante relativamente al Network Marketing è la conferma importante di un nuovo trend che coinvolge il pubblico femminile e privilegia l’uso dei social network per la relazione col cliente, la vendita e lo sviluppo della rete di collaboratori.

Secondo alcuni dati del 2017, i networker che operano solo usando i social network sono al 75,68% donne, al 94,05% tra i 25 e i 50 anni. Tante sposate o conviventi ( 86,67%) e con figli (59,44%). Un target di professioniste ben definito e che racconta di lavoratrici che hanno trovato una professione che coniuga al meglio la relazione lavoro-famiglia, permettendo di gestire in autonomia la propria attività.

I motivi che spingono una donna a questo tipo di professione sono per lo più supportati dall’esigenza di cambiare vita (46,77%) e renderla più sostenibile con il ruolo di mamma, ma anche l’ambizione a migliorare la propria condizione economica (28,71%). A scegliere questa strada per lo più sono donne con la licenza media superiore (70,33%), ma è da sottolineare che il 14,84% ha una laurea. (Fonte Impresamia.com)